kilowatt coworking

bologna_2014

anno: 2014
committente: privato
foto: lorenzo burlando

Kilowatt è condivisione. Condivisione è energia. Energia è creatività. Un’associazione si fa impresa e trasforma un patrimonio pubblico di Bologna in un incubatore per start-up e freelancers. É così che “le serre dei giardini margherita” e le annesse “palazzina del custode” e “gabbia dei leoni”, impianto ed edifici di metà ‘800, tornano a rivivere. Da volumi abbandonati in disuso a centri nevralgici della creatività bolognese! Coworking significa libertà di espressione; coworking significa coraggio. L’architettura in questo contesto non può essere solo contenitore ma anche contenuto ed accetta di partecipare all’intero processo alla pari con le altre forme di espressione. Ed allora si spinge sul serio ed al primo piano della “palazzina del custode” si crea un coworking in cui gli spazi si susseguono in un flusso continuo; il blu acceso delle pavimentazioni trasforma il mondo kilowatt in un gigantesco oceano della mente e dello spirito in cui galleggiano tavoli in ferro cerato dalla pianta triangolare a garanzia della massima versatilità e componibilità per postazioni di lavoro a diversi gradi di privacy. Una rockeggiante libreria in tondini di ferro d’armatura , ripiani in legno e scrigni in ferro cerato corre lungo le pareti perimetrali mentre immancabili impianti a vista e luci al neon danno un accento post-punk di sapore quasi berlinese. L’atmosfera elettrica di questi luoghi traborda come in una gigantesca cascata lungo le scale di accesso fin verso gli spazi esterni contaminandoli di questa incontenibile ed irrefrenabile energia. to be continued..