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Il parco della sostenibilità_Bivio Montegelli

Progetto vincitore del concorso per un edificio polifunzionale a Bivio Montegelli - Sogliano al Rubicone - 2016

Creare una nuova centralità per la frazione di Bivio Montegelli attraverso la progettazione di un nuovo parco della sostenibilità che abbia una concezione architettonica, urbanistica e compositiva innovativa ed al contempo che abbia chiari rimandi alla storia artigiana di questa importante parte della città. Questo territorio infatti è da sempre icona del lavoro: in passato, per le opportunità di lavoro che offriva, oggi nella veste di nuovo Civic center e lanterna urbana con una forte vocazione ambientale ed all’insegna della sostenibilità. Là dove vi era un luogo del lavoro ora nasce il nuovo faro urbano per la frazione di Bivio. Questo luogo non vuole però essere un semplice punto di ritrovo per la popolazione, caratterizzato da una architettura accogliente, inclusiva e pensata per ospitare più attività collettive possibili, ma nasce per avere una vocazione di nuovo parco urbano. Un parco non concepito come una vasta area verde attrezzata, già presente nel territorio in forme differenti, ma un polo della socialità e della sostenibilità in cui la parte costruita funge in realtà da grande padiglione a servizio del parco. Il parco inoltre vuole assumere una forte valenza didattica e di socializzazione. Didattica è la scelta di creare elementi caratterizzanti la dimensione sostenibile dell’intervento in posizioni centrali e visibili, come gli alberi fotovoltaici ed eolici collocati in vari punti dell’area di progetto o come le vasche d’acqua per il raffrescamento, o i pannelli fotovoltaici e solari, che si integrano con l’involucro esterno e con l’idea compositiva della nuova architettura. Didattica e la scelta di creare un parco fatto di orti urbani, frutteti, passeggiate nel bosco in cui sono piantate essenza e speci locali e spesso difficili da trovare nell’attuale contesto contadino ormai non più popolato come un tempo (orti e giardini dei frutti dimenticati). Questi ambiti sono pensati anche come importanti momenti di socializzazione in cui le persone escono dall’isolamento della propria vita tecnologica per immergersi in esperienze importanti di vita all’aria aperta, ove coltivare un orto sociale, imparare la dimensione e i ritmi di vita della natura e condividere esperienze e conoscenze. L’organizzazione degli spazi aperti è pensata inoltre come un parco didattico dove si alternano differenti specie autoctone. L’idea è quella di produrre un patrimonio botanico non solo per il nuovo centro civico, ma per tutta la comunità di Bivio, di Sogliano e dei diversi comuni che vedono in questo punto strategico un luogo naturale di incontro, confronto e sapere. L’edificio è concepito come un manufatto chiaramente contemporaneo sia nella sua concezione volumetrica che architettonica, costruttiva ed estetica, ma vuole al contempo avere un chiaro rimando iconografico all’architettura del lavoro che questo luogo ospitava fino ad oggi. L’idea è quindi quella di creare un complesso compatto, ma generato dall’accostamento di forme e volumi semplici, quasi archetipi, che offrano una grande flessibilità di sviluppo e di modifica nel tempo senza snaturare la concezione iniziale di progetto. Non quindi un progetto statico ma dinamico.

Laprimastanza in team con Federico Conti, Giulia Dall’Agata ed Elena Cereda

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